
Scrivi il tuo nome nella finestrella di google e ti diro' chi sei

Scrivi il tuo nome nella finestrella di google e ti diro' chi sei
Non chiederci la parola
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
Eugenio Montale
Cosi', a titolo informativo.. Le automobili hanno dei cosidetti fari o fanali, i qual sono protetti da pura plastica.. Ecco, l'altro giorno riprendo la macchina al parcheggio e trovo il pezzo di pura plastica che ricopre il fanale decisamente rotto.. Per fortuna il fanale 'e integro - mi dico - si tratta solo di un pezzo di plastica.. Quando vado a chiedere quanto costa tale pezzo di plastica, mi rispondono in tal modo
105 euro, iva e manodopera escluse..
Torno quindi al parcheggio.. Fortunatamente il pezzo di pura plastica staccatosi sta ancora li'.. Lo recupero e me lo rincollo.. Resta un buco pero'.. Nessun problema.. Lo tappo con del nastro adesivo..
L'estetica ? E' un libro che lessi parecchi anni fa..
Non capisco perche’ la gente va in ferie ad Agosto,
ad Agosto gli autobus sono vuoti, puoi anche allungare le gambe
e se hai un pacco, una busta, una bomba, puoi anche poggiarla sul sedile accanto.
Riesci perfino a captare le conversazioni dei tuoi colleghi di viaggio,
tipo questi due pensionati che si rincontrano casualmente dopo chissa’ quanto tempo.
Uno, quello che sta messo meno peggio, domanda all’altro: come stai ?
Come stai ? Una domanda che non mi ricordo l’ultima volta che mi e’ stata fatta.
Come stai ? Sceso dall’autobus e imboccato un viale Tiziano desertico e brullo, mi chiedo:
come risponderei se il giovanotto misteriosamente seduto sulla panchina mi chiedesse:
come stai ?
Non so – risponderei – se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo
su un letto con lenzuola cambiate ogni tre giorni e un comodino affianco,
se devo andare in un posto ci vado con le mie gambe e, che io sappia al momento,
non ospito nessuna malattia che mi divora qualche organo qua e la’.
Sto bene ? Calma, bene e’ una parola grossa, e anche fuori moda,
bene stanno i funghi con le tagliatelle e i metereologi in tv.
Male pero’, seppur di moda, potrebbe essere una parola ancor piu’ grossa.
E’ vero, gli esami non finiscono mai, riesci a sopravvivere
e neanche te la puoi godere un po’ che subito devi vivere,
riesci a vivere e subito spunta qualche altra rogna,
ma io allora qui davanti a questo albero malconcio e benzenizzato
mi rivolgo a voi che non riuscite a riempirvi l’anima:
ok, non c’e’ bisogno che continuate a giustificarvi, avete tutti i documenti a posto,
e poi vi capisco, sono anch’io uno di voi,
ma mi raccomando non spargiamo la voce, non lo facciamo sapere in giro,
soprattutto a quelli che non hanno di questi problemi – potremmo turbarli –
a quelli che devono riempirsi solo la pancia.
Come stai ? Bene, e tu ?
da Occidente Express
E' cosi'.. c'e' chi canta po po po po po po po e chi sta sotto le bombe... E senza alcuna accezione morale, perche' quelli che stanno sotto le bombe, a parti invertite, canterebbero po po po po po po po .. e' il tormentone della vita, della storia e del mondo, che a discapito delle cartine si divide in due grandi stati: inferno e purgatorio.. (senza Virgilio che ti accompagna pero').. Il paradiso ? a volte c'e' anche quello, ma ho il sospetto che si tratti di un'invenzione dell'inferno..

Quell'autorevole giornale che risponde al nome de Il tempo, titola
ADESSO E' GUERRA VERA
Personalmente ero rimasto alle guerre intelligenti, in tema di varianti.. per favore, mi portate un esempio di guerra finta, che al momento non mi sovviene..
Non sopporto piu' di arrivare in anticipo agli appuntamenti.. le attese impreviste mi provocano un certo disagio, poiche' tendo inevitabilmente a pensare alla mia vita.. Ed il traffico non c'e' mai quando hai bisogno di lui..
Qualche parola sull’anima
L’anima la si ha ogni tanto,
nessuno la ha di continuo, per sempre.
Giorno dopo giorno,
anno dopo anno,
possono passare senza di lei.
A volte nidifica un po’ piu’ a lungo,
sole in estasi e paura dell’infanzia,
a volte solo nello stupore dell’essere vecchi.
Di rado ci da una mano in occupazioni faticose,
come spostare mobili, portare valige
o percorrere le strade con scarpe strette,
quando si compilano moduli,
si trita la carne,
di regola ha il suo giorno libero.
Su mille nostre conversazioni
partecipa ad una,
ed anche a questo non necessariamente,
poiche’ preferisce il silenzio,
quando il corpo comincia a dolerci e dolerci,
smonta di turno, alla chetichella,
e’ schifettosa,
non le piace vederci nella folla,
il nostro lottare per un vantaggio qualunque
e lo strepito degli affari, la disgusta,
gioia e tristezza
non sono per lei due sentimenti diversi,
e’ presente accanto a noi
solo quando essi sono uniti.,
Possiamo contare su di lei
quando non siamo sicuri di niente
e curiosi di tutto,
tra gli oggetti materiali
le piacciono gli orologi a pendolo
e gli specchi, che lavorano con zelo
anche quando nessuno guarda.
Non dice da dove viene
e quando sparira’ di nuovo,
ma aspetta chiaramente simili domande.
Si direbbe che
cosi’ come lei a noi,
anche noi siamo necessari a lei,
per qualcosa.
W. Szymborska
Per quanto non provi alcuna sorta di nostalgia, devo riconoscere che passeggiare per il quartiere dove sei nato e hai vissuto per 30 anni fa sempre un certo effetto.. Come delle madeleine proustiane, luoghi e cose riesumano sensazioni passate e sepolte.. Il fatto e' che col passare del tempo le madeleine cominciano a scarseggiare.. Li' dove c'era un innocuo casalinghi, oggi trovi un negozio che vende articoli per cucina, cose di cui non sospettavo l'esistenza, cose che tutt'oggi che ne so l'esistenza ancora non ho compreso cosa siano, cose che comunque quando vai a vedere il prezzo si va dai due zeri in su (esclusi gli zeri dopo la virgola).. Li' dove stava il fruttivendolo, oggi c'e' una profumeria dallo stile tardo bizantino imperiale.. Ogni volta che torno noto un negozio che chiude ed una banca che apre.. La rosticceria, a dire il vero, e' rimasta, ma con gli anni si e' espansa sempre di piu', fino a diventare una specie di centro congressi..Il solo sopravvissuto, il solo che indomito e' rimasto identico a se stesso, e' il Vini e Oli.. Seppur attorniato dalle banche ed i solarium, il Vini e Oli ce l'ha fatta.. Ed anche l'anziana coppia di gestori, gia' vecchi allora, sono rimasti identici a se stessi.. Anzi, lei mi pare perfino ringiovanita..Il Vini e Oli, luogo che esercitava un grande fascino quand'ero bambino, quando c'andavo a comprare di tutto, tranne i vini e gli oli..E anche oggi mi affascina, perche' quando entri puoi farti servire la cedrata e la spuma, perche' e' uno di quei posti dove si paga ancora il freddo.. Se la coca cola la vuoi calda la paghi un tot, se la vuoi fredda ci devi aggiungere qualcosa.. Comunque, anche fredda, costa sempre molto meno dell'Alimentari di fronte, che ormai accetta solo carte di credito e se vuoi una mozzarella di bufala devi imbastire al volo col consulente finanziario che e' nascosto dietro al bancone.. E se domani al posto del Vini e Oli trovero' una banca, non battero' ciglio, entrero' e gli diro' datemi una spuma o col cazzo che vi do i miei soldi..
Nulla da fare. Certe cose devono avvenire così, senza alcun preavviso della mente. Se si accorgono di essere già state minimamente pensate, si rifiutano di accadere.